GIOVANNA II – VITA MESSA SU PIAZZA DI UNA REGINA EMANCIPATA

Se nel post precedente abbiamo letto che Raffaello Sanzio amava le donne al punto che morì per loro, (se te lo sei perso ti invito a dare un’occhiata qui https://curiocity.art.blog/raffaello-il-donnaiolo/) questa volta, per par condicio, parleremo di colei che sì, si abbandonava ai desideri carnali, ma in maniera sfrenata, ardente e viscerale: la Regina Giovanna II. Ebbe tanti uomini. In questo caso a rimetterci, però non fu lei, ma sempre i suoi amanti. Sedotti e poi uccisi.
Visse in un contesto molto particolare, in cui il potere era prerogativa tutta maschile e non lasciava spazio a donne emancipate. È passata alla storia più che per il suo governo, per il suo fascino e la sua libidine. Più propensa all’amore che all’arte della guerra, il popolo l’ha soprannominata Giovanna dai CENTO AMANTI (tutti destinati a soccombere).
Fu oggetto di ingiurie e leggende, legate alla sua vita la sua vita al limite tra intrighi, amori e morti.
Si dice che ospitasse presso la sua dimora, Castel Nuovo (di cui ho scritto qui: https://curiocity.art.blog/castel-nuovo-per-gli-amici-maschio-angioino/) amanti di ogni estrazione sociale, nobili, soldati e popolani, purché fossero di bell’aspetto. Dopo aver soddisfatto le sue voglie, pare si liberasse di loro. Viste le misteriose sparizioni si predisposero dei controlli, grazie ai quali si scoprì della presenza di un coccodrillo che, attraverso una botola da cui la Regina gettava le sventurate vittime, azzannava e trascinava con sé in mare i malcapitati. La macabra vicenda, ormai parte integrante dell’immaginario comune partenopeo, ha accresciuto la fama di Giovanna come MANGIATRICE DI UOMINI.
Donna sensuale e ben consapevole del fascino che esercitava, tra le mura possenti e la complicità del buio della sua dimora, travolta da insaziabile lussuria, ha dato libero sfogo ai suoi appetiti sessuali facendo palar di sé ancora oggi. Rimase vedova a soli 36 anni, e per le dinamiche dell’epoca era considerata troppo matura per convolare nuovamente a nozze, finché non prese accordi con Giacomo Borbone. Questi, spinto dalla gelosia e dai diversi tradimenti, rinchiuse Giovanna, sua sposa, nel Castel dell’Ovo.
L’amante più noto fu ser Gianni Caracciolo, ben più giovane della regina, influente a tal punto sulle sue scelte politiche che seppe trarre numerosi vantaggi. Lui divenne l’uomo più potente del regno e lei un burattino nelle sue mani, finché non decise di liberarsene facendolo uccidere nella sua camera da letto dopo l’amplesso.
La sua cattiva fama, tramandata per secoli, è legata alla sua fragilità ed incapacità governativa. Donna debole e poco risoluta, accettava senza batter ciglio i consigli del suo entourage costituito da uomini avidi e con brama di potere, che vollero screditarla, contribuendo a divulgare aneddoti sulla sua vita privata.
La regina è ricordata con malizia soprattutto a Palermo, in piazza Pretoria, meglio nota come Piazza della Vergogna in cui è possibile ammirare una statua di donna accanto ad un cavallo. Anche nel capoluogo siciliano erano note le notti licenziose di Giovanna e gli espedienti per non compromettere il suo buon nome. Si narra addirittura che un giorno, travolta da irrefrenabile passione, volle accoppiarsi con uno stallone reale. Si tratta in realtà di una distorsione storica poiché Cavalli era un noto architetto di corte, il cui cognome pare abbia scatenato le peggiori dicerie del popolo, fomentando nel tempo la leggenda della libidinosa regina, attribuendole queste parole pronunciate dopo l’amplesso: “stanca sì, ma sazia mai”.