Secondo gli studiosi il 25 marzo corrisponde al giorno in cui ha avuto inizio il viaggio ultraterreno compiuto da Dante Alighieri nell’aldilà, per cui oggi si festeggia (esclusivamente in digitale) la prima edizione del #Dantedì in vista del 2021, in cui si celebreranno i primi 700 anni della scomparsa del sommo poeta. Così, chiusi nelle nostre case, lasciamoci guidare dal sommo poeta lungo un itinerario che ci permetterà di passare dal II cerchio dell’Inferno ad una cittadina marchigiana: Gradara.
Tutti noi abbiamo letto la Divina Commedia tra i banchi di scuola, i più appassionati ne conoscono a memoria interi canti, altri hanno solo vaghe rimembranze ma non v’è ex studente che abbia rimosso il racconto del Canto V in cui sono puniti i lussuriosi, lo stesso Antonello Venditti, in una celebre canzone canta: “ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene”.
Cosa sappiamo degli sventurati amanti? Nella seconda metà del XIII sec. Il Signore di Ravenna Guido da Polenta decide di dare in sposa sua figlia Francesca ad uno dei suoi più fedeli alleati: Giovanni Malatesta da Ravenna, uomo forte e coraggioso, ma anche zoppo e violento, meglio conosciuto come Gianciotto, per via del suo poco avvenente aspetto. Al momento di presentarsi a Francesca però, Gianciotto invia suo fratello Paolo, nobile cavaliere, bello e cortese, anche se è già sposato e ha due figli. La ragazza, ingannata, assentì alle nozze, celebratesi nel 1275. Nonostante i sospetti di Gianciotto, i due continuano a vedersi di nascosto, travolti dal “mal perverso”. Finché una mattina del 1285, il geloso marito finse di partire per Pesaro, rientrando subito dopo nel castello attraverso un passaggio segreto, aprì la porta della stanza da letto e sorprese i due amanti baciarsi “sospinti” dal leggere le parole del libro “Galeotto”. Paolo tentò invano di fuggire da una botola e venne trafitto, insieme a Francesca che cercava di difenderlo, dalla spada di Gianciotto.
Il luogo in cui i due trovarono la morte è il CASTELLO DI GRADARA. Antico borgo medievale che si erge tra i colli al confine tra Emilia-Romagna e Marche. L’imponente edificio, ben conservato, rappresenta oggi un valido esempio di fortificazione medievale. La zona più suggestiva del castello è la camera da letto di Francesca, stanza in cui ebbe luogo la tragica fine dei due amanti, la cui vicenda è una delle storie d’amore più conosciute del mondo e che ha reso Gradara nel 2016 Città dell’Amore, un luogo magico e suggestivo reso celebre dall’indimenticabile vicenda, quasi ad avvalorare le parole di Virgilio: Omnia vincit amor.


