ALDA MERINI E TARANTO: CITTÀ DEI DUE MARI E DI AMORI

Non vedrò mai Taranto bella
Sei venuto tu, amore mio,[…]hai fermato il mio corso/e non vedrò mai Taranto azzurra

Approfittando dell’equinozio di primavera, dell’iniziativa #unesco che dal 1999 celebra la Poesia, oggi parleremo di #aldamerini . Una delle più importanti poetesse del Novecento di cui oggi si ricorda la nascita, avvenuta nel 1931. Sono nata il ventuno a primavera/ma non sapevo che nascere folle,/aprire le zolle/potesse scatenar tempesta.

Con questi versi densi di drammaticità, (dati alle stampe nel 1991 con la raccolta “Vuoto d’amore”) la poetessa dei Navigli suppone che vi sia una strana connessione tra il suo essere fuori dalla norma e la primavera. La follia, proprio come la bella stagione ha la capacità di dissodare il terreno e dargli nuova vita, tornare a fiorire. Per un’esistenza tormentata nefasta, una parentesi felice e feconda per la sua produzione, la poetessa l’ha vissuta proprio quando si trasferì a #Taranto ,sposandosi con il medico e poeta 85enne Michele Pierri. Per via di quell’unione, celebrata il 6 ottobre 1984 presso la Chiesa del S.S. Crocifisso, Alda fu vista come arrivista. Lei era una scrittrice vedova e squattrinata, 32 anni più giovane del prestigioso e benestante chirurgo. Gli anni di spensieratezza in una Taranto “bella” e dal “golfo azzurro”, vissuti in una casa accogliente in via Pupino 2, che ridona ispirazione alla poetessa (compone le “poesie-ritratti” de “La gazza ladra” e conclude “L’altra verità. Diario di una diversa”) furono però straziati dall’infermità mentale della Merini, la quale fu internata nuovamente in manicomio, per poi far ritorno a Milano nell’86. In un’intervista dichiarò: “scappai. Ma ho nostalgia del sud”. C’è da notare che il suo legame con Taranto va ben oltre le seconde nozze, uno dei suoi più grandi sostenitori, infatti, è stato proprio il critico tarantino Giacinto Spagnoletti. Dopo averci donato per altri anni versi sublimi, in cui racconta al mondo in un grido soffocato il suo dolore, Alda Merini si spegne a Milano nel 2009 all’età di 78 anni.